Euro digitale, l’Italia entra nel test senza i clienti
La rappresentanza italiana comprende Poste Italiane, UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena, Isybank, Nexi Payments, Numia, Banca Sella e Satispay. Il numero cambia, tuttavia, in base al criterio utilizzato: PMI.it parla di otto gruppi, mentre la Banca d’Italia ne conta sette, poiché Satispay ha presentato la candidatura attraverso Satispay Europe, la controllata dotata di licenza lussemburghese. La differenza riguarda dunque la classificazione dell’operatore, non la sua partecipazione.
La fase pilota dovrebbe cominciare nella seconda metà del 2027 e avere una durata di dodici mesi. Il programma arriva dopo il via libera alla posizione negoziale del Parlamento europeo sul Regolamento relativo all’euro digitale e l’avvio dei negoziati. Il calendario tecnico rimane quindi intrecciato a quello normativo: la sperimentazione può preparare il sistema, ma non equivale a una decisione definitiva sull’introduzione della nuova moneta.
Durante la prova non saranno coinvolti i correntisti degli intermediari selezionati. A utilizzare i conti beta saranno i dipendenti della BCE e delle banche centrali nazionali, chiamati a effettuare operazioni tra loro e pagamenti presso gli esercenti ammessi al progetto. Poste, banche e società specializzate avranno il compito di distribuire i servizi sperimentali e gestire l’accettazione degli incassi, senza estendere l’accesso alla clientela ordinaria.
Stando alla fonte, il personale dell’Eurosistema potrà aprire un conto beta in euro digitale e provare diverse modalità di trasferimento. Il perimetro comprenderà i pagamenti da persona a persona e quelli da persona a impresa, sia online sia offline. Saranno inoltre testati gli acquisti nei punti vendita fisici e sulle piattaforme di commercio elettronico, i pagamenti tramite telefono e le soluzioni Software Point of Sale.
Dal lato degli esercenti, la sperimentazione dovrebbe includere negozi online e attività di uso quotidiano, come bar e ristoranti. La platea sarà comunque limitata. Secondo PMI.it, la BCE comunicherà dopo l’estate i criteri con cui verranno scelte le imprese partecipanti. Non sono ancora precisate, sulla base dell’unica fonte disponibile, la distribuzione territoriale del campione e le procedure operative per l’adesione.
La selezione italiana riunisce soggetti con strutture e funzioni differenti. Poste Italiane dispone di una rete postale nazionale e offre servizi di pagamento al dettaglio. UniCredit e Monte dei Paschi operano come banche commerciali, mentre Isybank è la banca digitale del gruppo Intesa Sanpaolo. Banca Sella completa la componente bancaria con una presenza specializzata nei pagamenti elettronici.
Nexi Payments e Numia presidiano invece il versante della monetica e dell’accettazione presso gli esercenti. PMI.it descrive Nexi come il primo operatore italiano del settore e dell’accettazione tramite Pos. Numia viene indicata come il secondo polo nazionale della monetica, partecipato da FSI, Banco BPM e BCC Iccrea. Satispay Europe aggiunge al gruppo il profilo di un operatore fintech autorizzato in Lussemburgo.
La composizione dei partecipanti riflette le due funzioni che il progetto dovrà verificare: da una parte l’offerta dei conti e dei servizi agli utilizzatori ammessi, dall’altra la ricezione dei pagamenti da parte delle imprese. La presenza di banche tradizionali, operatori digitali, società della monetica e fintech consentirà di provare passaggi diversi della stessa infrastruttura. Non rappresenta, però, l’avvio di un servizio commerciale destinato al pubblico.
L’esclusione dei clienti limita anche le indicazioni che potranno essere ricavate sulla futura diffusione dello strumento. Il test servirà a osservare il funzionamento dei pagamenti in diversi canali e il raccordo tra intermediari ed esercenti. Non permetterà invece di misurare direttamente la propensione delle famiglie e delle imprese ad aprire un conto in euro digitale o a preferirlo rispetto agli strumenti già disponibili.
La BCE, secondo la ricostruzione di PMI.it, stima una possibile prima emissione intorno al 2029. L’orizzonte resta subordinato a due passaggi: l’adozione del regolamento europeo e una successiva decisione del Consiglio direttivo della banca centrale. Prima di allora dovranno essere definiti gli esercenti, avviata e completata la prova annuale e valutati i risultati. Restano dunque aperti sia l’esito del negoziato legislativo sia le condizioni concrete di un eventuale accesso del pubblico.
Fonti:
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PMI.it - Imprese e fiscoEuro digitale, nella sperimentazione anche Poste e banche italiane: clienti esclusi dai test