L’Ocse chiede a Labour di rivedere le pensioni
La raccomandazione emerge dall’ultima analisi dell’economia britannica pubblicata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Secondo quanto riferisce il Guardian, il rapporto è stato presentato mercoledì a Londra e dedica un capitolo specifico alla politica previdenziale. Il documento porta nel confronto sui conti pubblici una questione politicamente delicata: la sostenibilità di una garanzia che Labour si è impegnato a mantenere per tutta la legislatura.
La «triple lock» prevede che la pensione statale sia rivalutata ogni anno secondo il più elevato fra tre parametri: crescita dei salari, inflazione oppure 2,5%. Il sistema, introdotto nel 2010 dalla coalizione tra conservatori e liberal-democratici, offre ai pensionati una protezione contro la perdita di potere d’acquisto. Per l’Ocse, tuttavia, la formula spinge verso l’alto la spesa pubblica e comporta rischi fiscali significativi.
L’intervento dell’organizzazione si inserisce in una discussione più ampia sulla capacità del Regno Unito di finanziare impegni permanenti mentre aumentano le esigenze del bilancio. Stando al Guardian, il rapporto di 140 pagine richiama ripetutamente la necessità di risanare i conti nei prossimi anni. Il problema non viene quindi presentato come una valutazione isolata sulla previdenza, ma come parte di una scelta strategica sull’allocazione delle risorse pubbliche.
La diagnosi dell’Ocse combina diversi elementi: una crescita economica modesta, un debito pubblico elevato, consistenti pagamenti per interessi e nuove pressioni sulla spesa. Fra queste ultime, il documento indica l’invecchiamento della popolazione, il clima e la difesa. Nel loro insieme, tali fattori limitano lo spazio fiscale, riducendo la possibilità del governo di reagire a nuovi shock o di finanziare altre priorità senza reperire risorse aggiuntive.
Anche i programmi fissati nella revisione della spesa condotta lo scorso anno da Rachel Reeves lascerebbero, secondo l’Ocse, margini di manovra contenuti. È in questo quadro che la «triple lock» assume una rilevanza di governance: un automatismo annuale protegge una categoria di beneficiari, ma restringe la discrezionalità del Tesoro sulle decisioni future. La raccomandazione dell’organizzazione punta dunque a recuperare flessibilità, senza che nella fonte sia indicato un meccanismo alternativo.

La risposta del governo mantiene ferma la posizione politica. Un portavoce, citato dal Guardian, ha ricordato che il manifesto di Labour garantisce la «triple lock» per l’intera durata dell’attuale Parlamento e ha confermato che l’impegno sarà rispettato. Al momento, quindi, non risulta alcun cambiamento della linea ufficiale: la raccomandazione tecnica dell’Ocse e la promessa elettorale dell’esecutivo restano su traiettorie opposte.
Il giudizio dell’organizzazione sull’operato economico di Labour non è però interamente negativo. Secondo il resoconto del Guardian, l’Ocse considera l’agenda del governo orientata alla crescita una base solida per una ripresa graduale. La valutazione distingue così tra la direzione generale della strategia economica, accolta favorevolmente, e la tenuta dei conti pubblici nel medio periodo, sulla quale il rapporto concentra le proprie riserve.
L’analisi arriva mentre Reeves si prepara a lasciare il Tesoro dopo due anni da cancelliera dello Scacchiere. Nel suo ultimo discorso alla Mansion House, nella City di Londra, Reeves ha difeso le scelte compiute durante il mandato e ha sostenuto di avere smentito i critici. Il rapporto dell’Ocse offre un bilancio più articolato: riconosce la base costruita per la crescita, ma avverte che gli impegni di spesa già programmati riducono la capacità di intervento del prossimo vertice del Tesoro.
La richiesta di modificare la garanzia previdenziale non è nuova. Il Guardian riferisce che anche la Resolution Foundation e l’Institute for Fiscal Studies hanno chiesto una riforma della «triple lock». La convergenza di queste posizioni aumenta la pressione sul governo, ma non risolve il nodo politico: intervenire sul sistema significherebbe rimettere in discussione una promessa esplicita rivolta agli elettori e ridefinire il rapporto fra protezione dei redditi pensionistici e disciplina di bilancio.
Il confronto resta pertanto aperto. L’Ocse ha individuato nella «triple lock» una fonte di rischio in un contesto segnato da debito, interessi e pressioni strutturali sulla spesa; Labour continua invece a considerarne il mantenimento un obbligo assunto con il proprio manifesto. La fonte non indica né un calendario per un’eventuale revisione né una formula sostitutiva. Restano inoltre da chiarire la linea che adotterà il Tesoro dopo l’uscita di Reeves e le altre misure con cui il governo intende ricostruire margini fiscali.
Fonti:
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The Guardian - BusinessL’Ocse chiede a Labour di rivedere le pensioni | DB1-319