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Hong Kong, negozi e proprietari divisi sugli affitti

Mosaic immagini dalle fonti collegate alla news.

La crescita delle vendite non si è ancora tradotta in un miglioramento generalizzato per le attività commerciali di Hong Kong. Stando al South China Morning Post, diversi negozi continuano a chiudere e molti operatori dichiarano di non riuscire a rilanciare il fatturato, nonostante i tentativi di adattare le proprie strategie. Il dato positivo dei primi cinque mesi del 2026 convive quindi con una persistente pressione sui conti delle imprese.

Gli esercenti attribuiscono le difficoltà al più ampio quadro economico e alla competizione sui prezzi. Per richiamare clienti, sostengono di essere costretti a praticare ribassi continui, con effetti negativi sui margini e, in alcuni casi, perdite. In questo contesto, chiedono ai proprietari degli immobili di ridurre gli affitti per allineare il costo dei locali alla capacità effettiva delle attività di generare ricavi.

La lettura dei locatori è diversa. Secondo il quotidiano, i proprietari ritengono che il mercato degli spazi commerciali stia recuperando e sono disposti, in generale, a concedere soltanto diminuzioni comprese tra il 10 e il 20%. In alcune zone, inclusi determinati centri commerciali, i canoni vengono invece aumentati. La distanza tra le due posizioni rende più difficili le trattative.

Le tensioni sono particolarmente evidenti nella ristorazione. Michael Leung, presidente dell'Association for Hong Kong Catering Services Management e titolare di più ristoranti, ha descritto come sfavorevoli le condizioni operative. Secondo Leung, già alle 20 le strade registrano una presenza molto ridotta di persone, mentre il settore è coinvolto in una competizione aggressiva fondata sulla riduzione dei prezzi.

Leung ha inoltre collegato parte delle difficoltà agli spostamenti verso la Cina continentale durante le festività più lunghe. In quei periodi, ha affermato, oltre 500.000 persone lasciano Hong Kong, sottraendo domanda ai ristoranti locali. Si tratta di una valutazione fornita dall'operatore e riportata dall'unica fonte disponibile, senza ulteriori riscontri indicati nell'articolo.

Per i cinque ristoranti gestiti da Leung, le uscite mensili per affitti, aria condizionata e spese di amministrazione ammontano complessivamente a 1,6 milioni di dollari di Hong Kong, pari a circa 204.000 dollari statunitensi. Secondo i dati comunicati dall'imprenditore, queste voci rappresentano il 20% delle spese totali delle attività.

Scenario di mercato
Scenario di mercato

Alla luce di tale incidenza, Leung ritiene indispensabile una riduzione degli affitti compresa tra il 20 e il 30% per garantire la sopravvivenza delle imprese. La soglia richiesta raggiunge dunque un livello superiore rispetto agli sconti che i proprietari sarebbero generalmente pronti a offrire. Il confronto riguarda sia l'entità dei tagli sia la valutazione delle prospettive del mercato.

Leung ha già chiuso una delle sue attività. In ottobre ha cessato l'esercizio il Lucky Dragon Palace Restaurant, locale noto come punto di ritrovo di personalità televisive. La chiusura ha interrotto un'attività durata 45 anni. La fonte non precisa nel testo fornito se la decisione sia dipesa esclusivamente dai costi immobiliari o da una combinazione di fattori.

Le difficoltà non riguardano soltanto la ristorazione. Edward Chan, fondatore del produttore di elettrodomestici German Pool, con sede a Hong Kong, ha indicato nella crescita delle vendite online un fattore di forte pressione sui punti vendita tradizionali. I negozi fisici devono infatti sostenere i costi dei locali mentre una parte degli acquisti si sposta sul commercio elettronico.

Chan ha riferito di avere cercato di negoziare una riduzione degli affitti, senza raggiungere finora un'intesa. A suo giudizio, i proprietari rifiutano generalmente di abbassare i canoni. La sua esperienza si inserisce nel quadro descritto dagli esercenti, ma si contrappone alla convinzione dei locatori secondo cui il mercato starebbe già mostrando segnali sufficienti di ripresa.

Resta da capire se l'aumento delle vendite al dettaglio registrato all'inizio del 2026 riuscirà a consolidarsi e a raggiungere in modo più uniforme negozi e ristoranti. Il South China Morning Post non segnala accordi complessivi sugli affitti: gli operatori chiedono riduzioni più ampie, mentre i proprietari mantengono concessioni limitate o, in alcune strutture, aumentano i canoni.

Fonti:

  1. Immagine fonte
    South China Morning Post
    Retail rift: Hong Kong shops plead for rent relief, landlords see improving market
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